Le condizioni ottimali per lo scialpinismo

13 aprile 2017

Condizioni per lo scialpinismo di metà aprile 2017: il perchè di queste caratteristiche ideali

E' il periodo perfetto per lo scialpinismo classico in alta quota, magari utilizzando i numerosi rifugi. Ormai da una settimana ci sono ottime condizioni primaverili: meteo perfetta con giornate soleggiate e poco vento e manto nevoso stabile. Nel fondovalle abbiamo temperature tardo primaverili e l'innevamento è ormai scarso o assente fino a 2000 m e nella valle centrale nei pendii sud arriviamo anche a 2500 m senza pestare neve, ma gli scialpinisti non devono disperare perché in quota l'innevamento è ottimo e i crepacci nei ghiacciai sono chiusi.

Ahimè, c'è un lato negativo: per godere di questo ben di Dio dobbiamo per forza fare delle levatacce e alzarsi molto presto…proprio in primavera, quando col cambio di stagione viene più sonno…

La sveglia prima dell'alba ci regala però una neve rigelata a puntino, perfetta. Tutte condizioni confermate nel corso del rilievo nivologico fatto martedì 11 aprile con la collega Giovanna nel vallone di Flassin. Che cosa abbiamo notato? Sulle creste si notano molte cornici, anche grandi, ma osservando con il binocolo e verificando di persona andando in cresta notiamo che le cornici sono ormai tonde perché sono vecchie e in buona parte ben assestate e innocue. Molti canali sono già svalangati mentre i pendii aperti sono ancora lisci. E' un'informazione utile per decidere dove andare a sciare: sceglierò itinerari aperti, tralasciando invece i canali stretti o incassati che mi obbligheranno a sciare sulle palline di valanga. E quindi se possibile, scelgo itinerari con vallette, proprio quegli itinerari che evito d'inverno perché sono “trappole morfologiche”. Invece in primavera le vallette sono perfette perché offrono tre esposizioni diverse e quindi, in base all'ora di discesa, posso scegliere l'esposizione migliore per la sciata.

I più attenti avranno visto che non parliamo di sicurezza; come mai? Perché con queste condizioni è facile gestire il pericolo valanghe, è tutta una questione di orari e quindi di programmazione delle escursioni. Al mattino il pericolo è molto basso, 1-debole nella scala internazionale. Per esempio a 2500 m di quota abbiamo visto che c'è una crosta dura rigelata spessa ben 15 cm. Finché questa crosta tiene, non c'è nessun problema perché la pressione dello sciatore non supera la crosta. Quando la crosta fonde, lo sciatore riesce a sollecitare gli strati sottostanti che spesso sono bagnati, con il rischio di provocare il distacco di valanghe di neve pesante, tipo colata di cemento.

Come dicono i colleghi nivologi tirolesi nel libro Valanga – Riconoscere le 10 più importanti situazioni tipo di pericolo valanghe:  “raramente il sicuro e il pericoloso sono così vicini nel tempo e raramente la gamma dei gradi di pericolo per una giornata è così ampia”.

E quindi buone gite!

Stefano

Firn-spiegel

Cornici

In salita

Lo strato superficiale inizia a fondere

Pendii lisci

Tracce

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