Aggiornamento condizioni montagna

  1. Fondazione Montagna Sicura - Courmayeur

    Correnti umide e debolmente perturbate hanno apportato, dal pomeriggio di ieri, 5-10 cm di neve fresca alla quota media di 2500 m su tutto il territorio regionale. Oltre i 3000 m si stimano circa 20 cm, stima resa difficile dai forti venti in quota da N che stanno rimaneggiando la neve fresca formando accumuli a tutte le esposizioni. 

    Le temperature sono scese drasticamente da ieri pomeriggio (stamattina, valori medi alle ore 8.00: -2°C a 2000 m, -6°C a 2500 m, -10°C a 3000 m). Il nuovo netto calo delle temperature (di circa 10-15°C rispetto a due giorni fa) ha abbassato il limite della nevicata che ha imbiancato il fondovalle delle testate vallive, con una spolverata fino a 1600-1800 m. Da domani le temperature saranno in ripresa, ma le condizioni atmosferiche resteranno variabili. 

    Oltre i 3000 m, anche se in rapida umidificazione e sempre più confinati alle esposizioni settentrionali, saranno presenti neve fresca asciutta su un abbondante strato di neve compatta e qualche accumulo da vento. Da cui si potranno avere scaricamenti di neve a debole coesione dai pendii più ripidi e dalla base delle rocce, oltre alla possibilità di staccare con debole sovraccarico piccoli lastroni superficiali dai pendii molto ripidi (>40°). 

  2. Fondazione Montagna Sicura - Courmayeur

    Una depressione fredda, in movimento dalla Francia verso il Mar Ligure, ha determinato le condizioni perturbate della giornata odierna. Abbiamo avuto temporali e precipitazioni a tratti intense (anche sotto forma di grandine), soprattutto nel settore sud-orientale, con un brusco abbassamento dello zero termico. Un calo delle temperature di circa 10-15°C (alle ore 12.00 a 2000 m: da +17°C di ieri a 0°C di oggi) ha abbassato il limite delle nevicate, imbiancando il fondovalle delle testate vallive, fino a 1400-1600 m e, localmente (es. Courmayeur) una spolverata anche a 1200-1300 m. 

    Alla quota media di 2500 m si registrano 5-15 cm di neve fresca su tutto il territorio regionale, con punte di 20 cm in zona Gran San Bernardo e Monte Bianco oltre i 2500 m. Già da domani l'alta pressione tornerà a farla da padrona, riportando sole, temperature in ripresa con zero termico nuovamente oltre i 3000 m e instabilità pomeridiana.

    Negli ultimi giorni il notevole rialzo termico (zero termico oltre 4000 m) aveva fortemente sfavorito il buon rigelo notturno del manto nevoso fino a quote elevate, innalzando di conseguenza il limite per trovare condizioni scialpinistiche buone. Nei prossimi giorni, il temporaneo calo delle temperature in atto, potrà favorire nuovamente il rigelo anche a quote più basse. 

    Attenzione sempre alle ore centrali e più calde della giornata, pianificando le gite al mattino presto, per evitare di essere coinvolti in possibili distacchi spontanei di neve bagnata, generalmente di piccole e medie dimensioni dai pendii molto ripidi, soprattutto quelli settentrionali ancora carichi di neve, distacchi che potranno coinvolgere, oltre alla neve fresca superficiale, tutto il manto nevoso.

    Oltre i 3000 m, sarà presente, ma in rapida umidificazione e sempre più confinata alle esposizioni settentrionali, neve fresca asciutta su un abbondante strato di neve compatta e più consolidata. Da cui si potranno avere scaricamenti di neve a debole coesione dai pendii più ripidi e dalla base delle rocce. 



    La prossima nota informativa sarà emessa in funzione delle condizioni nivometeorologiche, in caso di importanti nevicate in media e bassa montagna.

  3. Fondazione Montagna Sicura - Courmayeur

    Durante il fine settimana, grazie a temperature ancora in grado di favorire un buon rigelo notturno sopra i 2200-2400 m, le condizioni per le attività scialpinistiche sono state ottime. Neve ben assestata e una crosta portante ben rigelata hanno regalato sciate sicure, fino alla tarda mattinata, su firn primaverile da cinque stelle.
    Da domenica le temperature sono però in ulteriore rialzo, nella notte tra domenica e lunedì sono state superiori agli zero gradi fino a 3000 m di quota, domani e nei prossimi giorni, lo zero termico rimarrà alto, raggiungendo i 4400 m, da cui ne uscirà gradualmente compromesso il rigelo notturno fino a quote elevate.
    Fino a nuovo calo delle temperature (previsto per venerdì), il manto nevoso sarà in ulteriore rapida fusione e si potranno avere, già dalle prime ore di soleggiamento, alcuni distacchi spontanei di neve bagnata, generalmente di piccole e medie dimensioni dai pendii molto ripidi, soprattutto quelli settentrionali ancora carichi di neve, oltre i 2800 m. Nel distacco potrà essere coinvolto tutto il manto nevoso umido/bagnato e le valanghe, muovendosi lungo i canaloni abituali, potranno raccogliere parecchi detriti lungo il percorso.
    Oltre i 3000 m può essere presente, ma sempre più confinata alle esposizioni settentrionali, neve di stampo più invernale: anche a debole coesione su un abbondante strato di neve compatta e più consolidata. A queste quote è ancora possibile provocare, generalmente con forte sovraccarico, il distacco di lastroni da vento di piccole e medie dimensioni, formati dai venti moderati nord-occidentali degli ultimi giorni. 

  4. Fondazione Montagna Sicura - Courmayeur

    Week end con limite pioggia/neve via via in rialzo, fino a 3300-3500 m nella giornata di oggi, lunedì 4 maggio.

    Da venerdì pomeriggio a questa mattina i millimetri di pioggia sono stati rilevanti: mediamente 100 mm nella zona del Monte Bianco (punte fino a 200 mm al confine con la Francia), 50-60 mm sulla restante parte del settore D, al confine tra Francia e Svizzera e Valli del Gran Paradiso (punte di 130 mm in zona la Thuile).

    Purtroppo la mancanza di dati in alta quota (> 3000 m) non permette di quantificare con precisione i cm di neve anche in relazione all'azione del vento (moderato o forte da W-SW) ma è presumibile che, oltre i 3000-3300 m, tali mm di precipitazione siano pressoché traducibili in cm di neve fresca.

    Nelle zone più interessate dalle precipitazioni di questi giorni, piovose fino a 3300-3500 m, gli effetti sono:

    - tra i 2600-3300 m la neve fresca caduta venerdì e sabato è in corso di trasformazione in acqua allo stato liquido con notevole perdita di spessore del manto nevoso (30-40 cm in meno);

    - umidificazione degli strati più profondi anche alle esposizioni nord fino a circa 3300 m, con conseguente instabilità del manto nevoso;

    - valanghe di neve umida/bagnata che coinvolgono l'intero manto nevoso e, percorrendo i canali preferenziali, raggiungono quote di media montagna non più innevate e in singoli casi possono occludere i torrenti (importante attività valanghiva spontanea nelle giornate di sabato e domenica);

    - oltre i 3300 m circa si sono formati accumuli di neve fresca ventata localmente instabili, il distacco di lastroni ventati superficiali può avvenire già al passaggio di un solo sciatore/escursionista.

    Nella zona del Monte Bianco (Val Ferret e Val Veny) in alta quota il grado di pericolo valanghe è pari a 4-forte per le attività scialpinistiche e escursionistiche, 3-marcato nelle zone di confine con Francia/Svizzera comprese tra la Valgrisenche e la Valtournenche e le valli del Gran Paradiso, 2-moderato sul restante territorio regionale.

    (www.regione.vda.it/bollnivometeo)

  5. Fondazione Montagna Sicura - Courmayeur

    Buone condizioni al mattino presto per le escursioni scialpinistiche perché la notte serena aiuta la formazione di uno strato rigelato duro e portante. L'arrivo del sole destabilizza già dalla mattinata i pendii ripidi tra Sud-Est e Nord-Est, poi nelle ore centrali i pendii Sud e nel pomeriggio e sera i pendii Ovest e Nord-Ovest. 
    Si raccomanda di pianificare accuratamente gli orari delle escursioni e delle salite ai rifugi.
    La principale criticità è legata al riscaldamento diurno. Il soleggiamento primaverile favorisce il distacco di valanghe umide e pesanti, anche di medie dimensioni, dai pendii ripidi SE poi S poi SO fino a 3000-3300. Le valanghe possono staccarsi da sole o al pasaggio di sciatori/escursionisti (generalmente con forte sovraccarico). Il riscaldamento diurno può interessare anche i pendii molto ripidi in pieno nord fino a 2800 m: nelle zone con meno neve è possibile che l'umidificazione destabilizzi il vecchio manto con il distacco di lastroni anche di fondo.

  6. Fondazione Montagna Sicura - Courmayeur

    Condizioni ideali per la pratica dello sci-alpinismo !

    Temperature in ripresa negli ultimi due giorni, ottimo comunque il rigelo notturno grazie alle minime sempre negative a 2000 m.

    Sciabilità: in media montagna la neve è tipicamente primaverile, in superficie è formata da una crosta da fusione e rigelo molto dura al mattino (consigliati rampant/ramponi). In alta quota e sui pendii N riparati c'è uno strato di polvere su fondo duro, molto bello da sciare oppure, nelle zone più esposte ai venti, crosta da vento sia morbida sia dura.

    Criticità per pericolo valanghe:

    1) accumuli da vento sopra i 2800 m circa. Generalmente piccoli, evitabili, ma possono staccarsi anche al passaggio di un solo sciatore con valanghe anche di medie dimensioni. I pendii pericolosi aumentano con la quota.

    2) riscaldamento diurno: il soleggiamento primaverile favorisce il distacco di valanghe, spontanee e provocate, dai pendii S fino a 2600-2800 m, N fino a 2200 m. Sono possibili valanghe puntuali di neve umida/bagnata nei pressi di barre rocciose, ma anche valanghe a lastroni nei pendii convessi.

    Nei prossimi giorni si avrà un progressivo aumento delle temperature e si avrà sempre un buon rigelo notturno. E' quindi importante pianificare bene gli orari delle escursioni.

    Il pericolo valanghe sarà pari a 2 moderato in rialzo a 3-marcato nelle ore centrali della giornata.

    (www.regione.vda.it/bollnivometeo

  7. Fondazione Montagna Sicura - Courmayeur

    Su tutta la Regione permangono le situazioni critiche diffuse a tutte le esposizioni sopra i 2300 m, legate all'estrema variabilità e alla struttura fragile del manto nevoso preesistente.
    Le condizioni nivo-meteorologiche dell'ultimo periodo hanno reso il manto nevoso molto complesso e fragile, soprattutto laddove gli spessori sono piu' esigui.
    Attualmente gli strati superficiali sono formati da un'alternanza di strati appunto deboli e potenzialmente valanghiferi: neve fresca/recente, croste da vento o da fusione e rigelo. Se lo strato supeficiale è sufficientemente coeso da trasmettere le sollecitazioni agli strati deboli sottostanti è facile generare una valanga a lastroni piu' o meno soffici, anche di medie dimensioni.
    Purtroppo, sul territorio, ci sono le condizioni perchè questo succeda. Per cui e' consigliabile una buona capacità di valutazione nella scelta dell'itinerario e prestare attenzione alle zone di passaggio tra poca e molta neve, alle evidenze dell'attività eolica sullo strato superficiale del manto nevoso, consci del fatto che, soprattutto sotto le creste, ci sono accumuli da vento potenzialmente pericolosi e, su quello che vi può sembrare un versante sopra vento, l'ultima nevicata potrebbe aver nascosto degli accumuli un po' piu' vecchi, ma ancora presenti e pericolosi.

  8. Fondazione Montagna Sicura - Courmayeur

    Negli ultimi tre giorni le temperature sono state miti. A 2000 m di quota sono sempre state sopra lo zero (piccolo rigelo solo nella notte tra sabato e domenica). Il vento forte in qualche caso ha creato nuovi accumuli, ma soprattutto ha compattato la neve. Inoltre nelle zone sopravento ha eroso uno strato del manto nevoso, portando più in superficie lo strato debole (quello che, se sollecitato, causa il distacco del lastrone sovrastante). Il sole e l'aria molto secca hanno contribuito a ridurre lo spessore e le dimensioni dei vecchi lastroni. In bassa quota l'innevamento è sempre più scarso.
    Sciabilità: è una neve vecchia, molto lavorata dal vento che cambia tanto al variare di zone, esposizioni e quota. Troviamo un'alternanza di croste dure e portanti (consigliati i rampant/ramponi) e croste sottili che si spaccano. Poche zone conservano una vecchia neve farinosa, ancora bella da sciare, in parte rovinata dai numerosi precedenti passaggi.
    Discreto rigelo martedì mattina, grazie anche all'inversione termica nelle valli (soprattutto quelle più strette, come nelle valli del Gran Paradiso). Nel corso della giornata è previsto un forte rialzo termico e quindi nelle ore più calde sono possibili valanghe naturali dai canaloni abituali.
    Martedì notte l'aria mite ed il cielo velato non consentono un corretto rigelo notturno della neve. 
    Condizioni mediocri (da confermare) per il giorno di Natale con neve umida al mattino, che rigela alla sera con l'arrivo di aria polare. 

  9. Fondazione Montagna Sicura - Courmayeur

    Dalla giornata di mercoledì tutto il territorio regionale è interessato dal passaggio di correnti umide che stanno apportando deboli precipitazioni, gli apporti di neve fresca risultano modesti (4-8 cm sopra i 2000 m) sia a causa di un limite pioggia-neve decisamente alto (1700-2100 m), sia a causa della deposizione di neve molto umida fino ai 2800 m. Solo al di sopra di tale quota inizia a essere più asciutta grazie alle temperature dell'aria decisamente negative.

    L'insieme di tali condizioni stanno condizionando l'estensione e lo spessore del manto nevoso che, per buona parte del suo spessore, presenta caratteristiche tipicamente primaverili sotto i 2600-2800 m (dove difficilmente si nota rigelo notturno): nel corso degli ultimi giorni il manto ha perso 20-40 cm di spessore a 2500 m e si è così innalzata la quota neve raggiungendo i 1800-2000 m sui pendii Nord e i 2200-2400 m sui pendii Sud.

    Quantitativi di neve al suolo:
    a 1800-2300 m di quota su gran parte del territorio 10-30 cm, nei settori sud orientali 20-60 cm;
    a 2300-2600 m di quota 90-130 cm nelle valli di Gressoney, Champorcher e Valtournenche; 50-100 cm sul restante territorio regionale.
    Al di sopra dei 2800 m la neve più asciutta potrà essere spostata dal vento e accumulata prevalentemente sui pendii settentrionali formando nei pressi di creste, colli, canali e cambi di pendenza lastroni da vento di ridotte dimensioni. In queste localizzazioni sarà necessario prestare maggiore attenzione durante le attività escursionistiche.
    Durante il fine settimana permarrà tempo perturbato, nevicate da deboli a moderate solo oltre i 1800-2000 m di quota, più intense in bassa valle, e venti moderati meridionali.

  10. Fondazione Montagna Sicura - Courmayeur

    Dalla giornata di ieri tutto il territorio regionale è interessato da correnti umide meridionali che hanno provocato precipitazioni diffuse, continue e decisamente più intense nei settori orientali della Valle, dove si sono registrate anche punte di 80 cm di nuova neve in poco meno di 24 ore a 2500 m di quota. 

    La perturbazione è stata caratterizzata fino ad ora da temperature miti: alle ore 8:00 si sono misurati a 2000 m valori prossimi a 0°C e solo al di sopra dei 3000 m temperature di -3°C. Per questo motivo il limite della nevicata è stato decisamente alto. A partire dai 1700-1800 m si trova solo un sottile strato di neve molto bagnata, oltre i 2400-2800 m è già presente uno spessore consistente di neve umida che varia da 40 a 80 cm, con punte prossime al metro nelle testate di Valtournenche e Gressoney dove le nevicate sono state più intense. 

    Nelle zone maggiormente interessate dalla nevicata sono già state segnalate, al di sotto dei 2600-2800 m, diverse valanghe umide di piccole dimensioni, dai pendii ripidi, che hanno interessato la nuova neve fino al terreno.

    Al di sopra dei 2800-3000 m si raggiungono anche i 120 cm di nuova neve che gli intensi venti da sud stanno asciugando e rimaneggiando decisamente. Quindi creste, colli e dorsali risultano spazzate dai venti, mentre canaloni e zone sottovento (esposizioni settentrionali) presentano accumuli di nuova formazione, che in taluni casi possono dare origine a lastroni instabili. Per questo motivo durante i prossimi giorni sarà necessario prestarvi attenzione nell'attività escursionistica, in particolare al di sopra dei 3000 m di quota.

    Da giovedì pomeriggio si prevedono schiarite e da venerdì soleggiato e un aumento delle temperature (zero termico 1800-2500 m), quindi sono da aspettarsi, prevalentemente sui versanti soleggiati, distacchi naturali della neve recente, sia di superficie sia di fondo, in corrispondenza dei pendii molto ripidi e dagli affioramenti rocciosi.

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